Bouleuterion

Attiguo al teatro vi è il “bouleuterion”. Questo interessante monumento scoperto da Gabriele Iudica nel 1820, fu portato alla luce e studiato nel 1944 dallo studioso Luigi Bernabò Brea.
La costruzione fu, in un primo momento, considerata un piccolo teatro al coperto, per audizioni musicali (odeon). Ma è ormai certo che fosse un bouleuterion, luogo in cui si riuniva il senato (boulé) di Akrai. Una piccola costruzione coperta che all’interno conteneva una piccola orchestra semicircolare e un “koilon” diviso da tre cunei con sei fila di gradini-sedili.

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Akrai. Bouleuterion (Photo: Archivio Istituto Studi Acrensi)

I blocchi dei sedili sono simili, e più conservati, a quelli del teatro perciò i due monumenti possono ritenersi coevi. Del monumento restano, oggi, parte della breve gradinata e le robuste fondazioni perimetrali che ne hanno consentito una sicura ricostruzione. Il bouleuterion si apriva sulla piazza (agorà) della cittadina. L’attuale muro di recinzione non permette una immediata visione dell’area circostante. Per tale motivo prima di lasciare questa zona archeologica si consiglia la visita delle due latomie “Intagliata” e “Intagliatella” e successivamente andare a conoscere la zona dell’ “agorà”.
Da notare subito, però, a Nord, la strada ellenistica di cui si dirà più oltre, ed il profondo pozzo da cui si dipartono o terminano una gran quantità di cunicoli scavati nell’antichità, a diverse profondità, per la captazione di vene acquifere.
Questo pozzo, nel XVI sec. si trovava al centro del chiostro del Convento dei Minori Osservanti edificato intorno al 1530.

Nella più antica chiesa di Santa Maria “di Jesù”, che in seguito fece parte del convento, si trovava la splendida statua della Madonna scolpita dal Laurana tra il 1470 e il 1475.
Il terremoto del 1693 distrusse totalmente sia la chiesa che il convento. Sia l’una che l’altro furono riedificati nella circostante zona inferiore più vicina al paese. In questa chiesa, tuttora dedicata all’Immacolata, si conserva, ancora, la statua della “Madonna col Bambino” del Laurana.

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